90% degli europei utilizzera' tutto il reddito per cibo ed energia - Lancet : tutta colpa dei no vax, vaccinazione di massa

La Giornata oggi inizia bene : "Oggi c’è il rischio di crack tra le società energetiche per la crisi di liquidità causata da normative pensate dopo Lehman, che hanno dato un grande ruolo alle controparti centrali (clearing house) e hanno aumentato il meccanismo delle garanzie".  (Sole 24 ore) Poiché le banche centrali di tutto il mondo aumentano contemporaneamente i tassi di interesse in risposta all'inflazione, il mondo potrebbe avvicinarsi a una recessione globale nel 2023, e a una serie di crisi finanziarie nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, secondo un nuovo studio completo della Banca Mondiale. Prosegue ancora meglio : Allarme della Banca Mondiale – L’economia globale rischia di sprofondare in recessione L'economia mondiale rischia di sprofondare in recessione, avverte l’istituto con sede a Washington, con l'inflazione ai massimi da decenni, l'economia globale che subendo il rallentamento più marcato dal 1970 e la fiducia dei cons...

Italia, la paura della disoccupazione spinge i giovani lavoratori ad accettare impieghi sottopagati.

Italia, la paura della disoccupazione spinge i giovani lavoratori ad accettare impieghi sottopagati. 

(Bruno Rosso)

Spaventati dai tassi di disoccupazione giovanile al di sopra del 40%, i giovani occupati in Italia si terrebbero ben stretto il proprio impiego, anche a costo di accantonare la pretesa di ottenere un lavoro e conseguente retribuzione, in linea con gli studi effettuati. A dirlo, l’ ultimo Rapporto Giovani pubblicato da Ipsos, secondo cui un giovane su due si adeguerebbe ad uno stipendio inferiore alle proprie aspettative.
Per la ricerca, infatti, il 50,2% dei giovani lavoratori italiani si dice disposto ad accettare uno stipendio più basso rispetto a quello che considera adeguato. 
Di poco inferiore – il 47,4% – è la percentuale di chi risponde di aver rinunciato ad una coerenza tra lavoro e percorso di studi di fronte a un’offerta ricevuta.
 Dallo stesso rapporto emerge un senso di insoddisfazione nei confronti della stabilità dell’orario (36,7% degli intervistati) e della flessibilità dello stesso (34%). Il 70% dei giovani tra il 18 e 29 anni è stato costretto a tornare a casa dei genitori dopo un periodo di vita indipendente per motivi di studio o dopo una esperienza di lavoro spesso interrotto per la fine del contratto. La disoccupazione a due cifre e l’ abbassamento degli standard qualitativi delle offerte di lavoro obbligano i giovani italiani a vedere al ribasso le proprie aspettative professionali e le proprie aspettative di vita. Questo abbassamento generalizzato delle aspettative fa sì che il 58% si dichiari “abbastanza soddisfatto” del lavoro che ha trovato. Il lavoro rimane il modello di autorealizzazione per l’89% e lo strumento per crearsi una famiglia per l’86% dei giovani intervistati. Un fattore quest’ultimo che si scontra con la realtà dei fatti e che vede l’85% delle giovani donne fra i 25 e i 29 anni non avere ancora un figlio, mentre solo 36% mette la maternità fra i suoi programmi nei prossimi tre anni.

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